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giovedì 18 aprile 2013

Edgerank: come funziona lo spazzino di facebook?

Sarà capitato anche a voi di fare o ricevere una domanda del tipo: "come è possibile che tu non abbia visto il mio post su facebook?" 
Devo ammettere che a me è capitato diverse volte e nel mio essere "diversamente geek" mi sono anche domandata come questo fosse possibile. E voi, ve lo siete mai chiesto?
Se anche voi come me siete "diversamente geek" avrete senz'altro attribuito la vostra mancanza alla numerosità di amici e pagine preferite e quindi alla mole dei post che passano secondo dopo secondo nella sezione notizie di facebook. Risposta scontata!
Ma come per tutte le cose c'è sempre una ragione e in questo caso particolare essa si trova a metà fra umanità e scienza. 
La risposta è da ricercarsi in un algoritmo che prende il nome di Edgerank e nelle interazioni personalissime che ognuno di noi intrattiene su facebook.
L'Edgerank ha l'obiettivo di "spazzare" tutti quei post che tendenzialmente attirano molto poco la nostra curiosità mettendo il luce al contrario tutti quelli per cui nutriamo un interesse.
L'algoritmo analizza alcuni fattori sociali legati alla nostra "personal interaction" e al "network reaction". Potete approfondire il tema nell'infografica di Postrocket. Qui invece trovate una sintesi dei fattori adottati da Edgerank  per filtrare la nostra newsfeed:
 
# precedenti interazioni con l'autore di un post
maggiore è l'interazione con una pagina sociale su fb o un amico, più facilmente vedremo i suoi post scorrere nella nostra newsfeed.

# precedente interazione con specifiche tipologie di post 
più frequente è l'interazione con una certa tipologia di post, maggiore è la probabilità di vederne altri affini.

# reazione degli users presenti nel nostro network verso un post
maggiore è l'engagement che un post riesce a sucitare (commenti/condivisioni), più facilmente anche noi vedremo quel post.

#ammontare di lamentele o feedback negativo verso un post  
se il numero di users che danno un commento negativo ad un certo post cresce, si riduce di conseguenza la nostra opportunità di vedere quel post. 
Quest'ultimo fattore sociale fa si che per i "cacciatori di epicfail" la vita si fa sempre più dura :-)
L'infografica si chiude ponendosi una domanda molto semplice: "funziona l'Edgerank?".
I numeri sembrerebbero confortanti: da quando è stata introdotta nel 2006 la newsfeed sembra essere la feature più apprezzata di facebook. Solo fra il 2011 e il 2012 la percentuale di tempo trascorsa nella newsfeed è cresciuta dal 27% al 40%.







domenica 27 gennaio 2013

Brand Videotelling: Lacoste celebra ottant'anni su YouTube

Era il 1933 quando Renè Lacoste inventava le ormai celebri Polo Lacoste, le uniche t-shirt ad aver sfidato la scala pantone presentandosi anno dopo anno con colori sempre nuovi, dallo stile attuale e inconfondibile; un must have per gli irriducibili che le collezionano da anni come fossero francobolli. 
A ottant'anni dalla celebre invenzione, Lacoste presenta un tributo molto coinvolgente e d'impatto emotivo e lo fa attraverso YouTube, uno dei social media più utilizzati dalle iconic brand.
Accanto alle scelte concettuali ed esecutive che hanno accompagnato la produzione di questo mini clip, ritroviamo un'intelligente strategia di canale che ha permesso al brand di interpretare in maniera distintiva la propria presenza sul social: un mix fra contenuti commerciali e contenuti corporate. 
Sul canale ufficiale Lacoste è possibile trovare una gallery delle ultime collezioni, la presentazione di features di prodotto ormai scontate per il brand ma comunicate in modo non convenzionale attraverso mini-storie e la celebrazione degli ottant'anni del brand.

Video narrazione della marca o brand videotelling diventa una leva strategica sempre più utilizzata anche dalle marche nostrane.
Una recente indagine condotta da Lundquist conferma il trend emergente:  
delle 100 maggiori società in Italia, 66 sono presenti sulla piattaforma ma solo 32 presentano  contenuti di tipo corporate oltre che commerciali. Le restanti realtà sotto utilizzano le potenzialità del media attribuendoli più una funzione di "archivio" degli spot pubblicitari.
In sintesi la ricerca afferma che non è sufficiente essere presenti su una piattaforma per ottenere risultati di sharability, consenso, conversion e viral garantito; YouTube è un media e come tale dev'essere sfruttato per le potenzialità che offre.

Lacoste rappresenta un cases virtuosa di "sfruttamento stretegico" della piattaforma; la ricetta apparentemente semplice è nella realtà estremamente complessa: dalla scelta della colonna sonora che accompagna le slice of life di giovani sportivi all'adozione di un key visual molto attuale: pollice e indice che passando sul mitico coccodrillo sprigionano una sorta di magia; un semplice gesto, ormai parte delle modalità espressive delle ultime generazioni, e non solo, capace di  plasmare il colore, la forma e l'energia di un brand senza tempo. Il formato lungo del video trasferisce l'animo fresco e il desiderio di connettersi con un'audience giovane. 






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