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giovedì 14 giugno 2012

Papà e pubblicità: viaggio attraverso stereotipi graditi e non.

Si sa, quando l'argomento di discussione è la famiglia, i figli e la capacità di crescerli il genere femminile non ha rivali.
Se solo proviamo ad immaginare un papà impegnato con pappe, pannolini, giochi e giardini, senza offesa per i padri in lettura, lo spettro del "padre imbecille" aleggia ancora oggi miseramente.
Date un'occhiata al video della BBC. 
Lo stereotipo del papi "combina guai" , anche se lasciato solo pochi minuti con i  figli, continua a scuscitare la classica risatina.



Di recente l' agenzia di P.R Edelman e The Parental Group [publisher of Parental & Baby Talk] hanno condotto uno studio il cui risultato non lascia alcun dubbio: il 66% dei papà sono convinti che vi sia un pregiudizio molto forte nei confronti del ruolo di padri, percentuale destinata a crescere fino all' 82% per quelli che hanno bambini al di sotto dei due anni di età [ricerca condotta su padri americani].
Lo scenario cambia colore se osserviamo il ruolo del "sesso forte" rispetto alle decisioni d'acquisto.
In una survey condotta da Yahoo* emerge come siano gli uomini a padroneggiare le scelte d'acquisto con il 57% che dichiara di detenere il primato e il 37% che invece condivide la responsabilità con il proprio partner. *ricerca condotta su 1000 persone.
Quando Kimberly-Clark Corp. ha elaborato la strategia di comunicazione per una delle brand più famose nel mondo infanzia [Huggies], deve aver incrociato il pregiudizio sulle capacità dei papà con il key trend per cui sono gli uomini a decidere cosa comprare.
E' con queste premesse è stata lanciata la campagna di comunicazione "Dad Test" per Huggies dove, in uno scenario del tipo "real time",  vediamo un gruppetto di papà impegnato nello svolgimento delle classiche mansioni materne.

New Huggies Commercial: Dad Campaign






Nessun dubbio circa le buone intenzioni di questa campagna ma quel che è successo dopo  da l'idea di come una tale rappresentazione del ruolo venga interpretata come "involontaria alimentazione di ridicolo" intorno ad una figura che fatica a imporsi.
All'urlo di  "Enough is Enough" una fazione di padri ha lanciato una petizione contro la Kimberly-Clark Corp. intimando la sospensione immediata della campagna. E così è stato.
Sicuramente i papà preferiscono uno spot come quello di VW Polo Dad dove l'insight che ha dato vita alla copy idea nasce anch'esso da uno stereotipo (istinto di protezione di un genitore verso i propri figli) ma questa volta vissuto con una nota di orgoglio paterno.

VW Polo Dad
 
Lo storytelling è sempre affascinante ma come abbiamo visto il tema della paternità può essere sceneggiato in modi molto diversi.
Mi piacerebbe capire cosa pensano in proposito i papà italiani. 
Se hai voglia prova a rispondere al breve questionario che trovi a questo link .
I risultati verranno aggregati e pubblicati non appena ci sarà un numero consistente di  risposte.

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